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Il nostro impegno per la nostra gente
pubblicato giovedì 24 settembre 2009 - autore: Casa Pound Italia | 

L'idea era geniale. Ottenere uno spazio espositivo all'interno della Fiera del Levante. Uno spazio attraverso cui superare il filtro dei media e stabilire un contatto diretto con la gente, la nostra gente, mostrando il resoconto della nostra attività, gli sforzi compiuti, palesandoci davvero per come siamo, senza i filtri di chi ci rappresenta come vorrebbe che fossimo. Una richiesta, quella avanzata alla Fiera del Levante, corroborata da un consuntivo che è una medaglia al valore: il nostro impegno per i terremotati d'Abruzzo. Ed ecco qua che, a due giorni dall'apertura della 73a campionaria internazionale, spunta uno spazio disponibile, che ci viene così assegnato. In due giorni di chilometri e sudore, Casapound Bari ha predisposto tutto il necessario perché ci si potesse trovare pronti per il 12 di settembre, momento dell'allestimento del nostro stand inserito non certo in una fiera qualunque. La Fiera del Levante, infatti, è la più grande fiera del Meridione, ed una delle più importanti d'Italia. Il suo carattere internazionale la rende anche ponte ideale coi paesi del Mediterraneo, ed era quindi necessario dare il meglio di noi stessi in quella occasione.
Casapound – anche in questo – non è mancata. Un ventaglio di oggettistica e di pubblicazioni “non conformi”, erano alla portata dei visitatori, ma – soprattutto – i totem con le nostre foto in Abruzzo, rendevano vivifico ai tanti curiosi il lucido e toccante racconto dei militanti protagonisti di quegli eventi drammatici, e quel manifesto con su scritto “Libri come mattoni” dimensionava, in concreto, la prosecuzione sotto altre forme del nostro impegno con le zone terremotate d'Abruzzo.
Tante, tantissime, le persone che nei primi giorni della nostra presenza fieristica hanno ritrovato in noi la gioia di una appartenenza comunitaria ed ideale che pensavano smarrita. Tanti, tantissimi, gli avambracci incrociati e le strette di mano, cui seguivano altrettanto variegate cadenze regionali. Ed a ciascuno veniva fatto passare il recapito della comunità più vicina.
Tuttavia, la partitocrazia, specie quella che recepisce modelli falliti nella storia ed ora anche sconfitti dall'elettorato, non poteva far altro che colpire un comodo bersaglio di cartone, nel tentativo (viscidamente surrettizio) di averne un ritorno nel quadro della corsa alle poltrone prossima ventura. Diffamare Casapound, delegittimarla, fidando della grancassa del giornalismo prono e compiacente, contestualmente soffiando sul fuoco della tensione giovanile, allo scopo di beneficiare delle ceneri degli eventuali roghi. Una strategia criminale che per fortuna non ha dato sinora i frutti che Lorsignori speravano, e ci auguriamo mai ne dia.
Non è quindi il frutto malsano dell'impeto di follia, il comunicato diffuso alla stampa dal segretario provinciale di Rifondazione Comunista de Razza che – appreso della nostra presenza in fiera – si è prodotto in una serie di invenzioni, riportando fatti e condotte mai commessi, riferendosi a processi mai consumati, a dichiarazioni mai rilasciate, provocatoriamente richiedendo su tali basi una inottenibile revoca dell'autorizzazione rilasciata dalla fiera. Non lo è infatti perché si tratta della lucida e scientifica strategia criminale, non dei deliri di un folle.
E questa stessa strategia hanno sposato, unendosi allo squallido coro, prima il consigliere regionale Manni, e poi addirittura il parlamentare barese del PD on. Dario Ginefra.

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